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Sport invernali | 05 novembre 2019, 20:14

“Ghiaccio”: sei vite sospese tra la Val Pellice e il curling

Proiettato per la prima volta ieri sera a Firenze il documentario che racconta l’esperienza di sei richiedenti asilo, ma il finale è «aperto e amaro»

I richiedenti sulla pista da curling

I richiedenti sulla pista da curling

Il documentario che racconta la loro storia è stato proiettato ieri per la prima volta al Festival dei Popoli di Firenze e a dicembre deve ripartire il campionato, ma il futuro di sei richiedenti asilo ospiti in Val Pellice è ancora in bilico. La nuova legge dell’ex Ministro dell’Interno Matteo Salvini mette in dubbio la loro permanenza in Italia e potrebbero dover tornare in Africa senza finire manco quel campionato per cui tanto hanno lottato.

Il regista Tomaso Clavarino ha raccolto la storia di quattro giovani originari del Gambia (Edward Assine, Lamin Camara, Seedia Ceesay e Kebba Keita) e due della Sierra Leone (Joseph Fornie e James Junior Bangura), arrivati in Italia quasi tre anni fa.

Accolti in Val Pellice dalla Diaconia Valdese, hanno fatto un progetto di integrazione attraverso lo sport, scoprendo il “ghiaccio”, quello della pista di curling di Pinerolo, sotto la guida dello Sporting club. Dove è nato il sogno di poter disputare un campionato, scontrandosi con le dure regole della Federazione che non ammetteva una squadra di soli stranieri.

Le regole però sono cambiate e lo scorso dicembre hanno preso il via al campionato di Serie C. Quest’anno, tra poche settimane, l’Africa Only Team Curling dovrà affrontare di nuovo la competizione a squadre, ma non si sa se la potrà finire e se lo potrà fare con tutti i sei componenti.

La loro situazione è ancora in bilico, malgrado ci sia chi ha trovato un lavoro, chi studia e chi fa il ghiaccio al Palaghiaccio di Pinerolo.

«È una soddisfazione aver chiuso dopo due anni il documentario, ma il finale è inevitabilmente aperto e amaro» commenta il regista Tommaso Clavarino.

L’opera dura 70 minuti e, dopo l’esordio a Firenze, verrà proiettata a Modena: «Ci stiamo proponendo a diversi festival, perché questo è il primo canale per una produzione indipendente – racconta Clavarino –. Poi ci presenteremo alle emittenti televisive pubbliche e private e infine tenteremo il salto nelle sale cinematografiche». Per essere aggiornati sulle proiezioni di questa storia della Val Pellice e del Pinerolese, si può seguire la pagina https://www.facebook.com/ghiaccioildocumentario/.

Marco Bertello

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