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Juve | 22 novembre 2019, 15:58

Processo piazza San Carlo: nuove accuse per la sindaca Appendino e per l'ex questore Sanna

Agli amministratori contestata la mancata acquisizione del parere della Commissione di vigilanza. I dirigenti della questura avrebbero dovuto controllare che gli steward sorvegliassero transenne e accessi

Processo piazza San Carlo: nuove accuse per la sindaca Appendino e per l'ex questore Sanna

Il Comune di Torino non acquisí il parere obbligatorio e vincolante della Commissione provinciale di vigilanza che si riuní per valutare le condizioni di sicurezza in Piazza San Carlo, dove il 3 giugno 2017, durante la proiezione della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid, rimasero ferite 1500 persone fra cui Erika Pioletti e Marisa Amato, che moriranno per le lesioni riportate.

Per questo motivo stamattina, durante l'udienza preliminare che vede imputate 15 persone, il pm Vincenzo Pacileo ha chiesto e ottenuto dal gup di integrare i capi d'accusa con nuove contestazioni. In particolare agli amministratori e dirigenti del Comune (la sindaca Appendino, Paolo Giordana, Chiara Bobbio e Paolo Lubbia) la Procura contesta la mancata acquisizione del parere della Commissione provinciale di vigilanza che, come prevede il Tulps, decide sulle condizioni di sicurezza degli eventi.

All'ex questore Angelo Sanna e agli altri dirigenti della questura (Michele Mollo, Alberto Bonzano e Pasquale Piro) è contestato, invece, il mancato impiego di steward che avrebbero dovuto presidiare gli accessi al parcheggio sotterraneo e rimuovere le transenne in caso di emergenza.

In attesa che i legali degli imputati comunichino le richieste di eventuali riti alternativi, a tenere banco sono ancora i risarcimenti. "Ci sono ragazzi che per salvarsi hanno calpestato altra gente e che ancora adesso si portano dietro quei traumi - spiega Caterina Biafora, che al processo assiste oltre sessanta persone rimaste ferite - Il disturbo post-traumatico da stress non deve essere valutato necessiamente da uno psichiatra, è sufficiente la consulenza di uno psicologo". 

"I danni finora riconosciuti - ha spiegato peró l'avvocato Pietro Obert, che rappresenta Unipol Sai - riguardano solo le lesioni, per quelli da stress post-traumatico ad oggi ci sono solo degli incarichi finalizzati a valutarne la sussistenza".

Marco Panzarella

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