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Toro | 23 novembre 2019, 22:48

Troppa Inter per il Toro (senza Belotti). Cairo contestato

I granata perdono subito per infortunio il capitano e in mezz’ora la squadra di Conte mette al sicuro il risultato con Martinez e De Vrij. Nella ripresa Lukaku arrotonda il bottino, mentre nel finale anche la Maratona perde la pazienza, gridando la sua rabbia nei confronti del Presidente

Troppa Inter per il Toro (senza Belotti). Cairo contestato

Già era difficile in partenza, visto che di fronte c’era la seconda forza del campionato, unica possibile alternativa allo strapotere bianconero, ma per il Toro la partita è durata praticamente dodici minuti, visto che la prematura uscita per infortunio di Belotti è stata immediatamente seguita dalla rete dell’1-0 per l’Inter, rendendo il resto della gara tutto facile per gli uomini di Conte.

I rimpianti granata sono legati al fatto che sia il vantaggio firmato da Martinez che il raddoppio firmato da De Vrij sono stati figli di marchiani errori della difesa, che ha concesso autentiche praterie agli avversari, bravi e cinici ad approfittarne, con il solito Sirigu che si è opposto anche in alcune altre occasioni, prima di capitolare per la terza volta ad inizio ripresa quando Lukaku ha calato il tris. Lo stesso portiere ha vivacemente rimbrottato nel primo tempo Izzo e poi nella ripresa Nkoulou, segnale di una insofferenza da non sottovalutare, segnale di unp spogliatoio che forse non è più così compatto come nella scorsa stagione. Sabato prossimo per il Toro ci sarà una trasferta delicatissima a Marassi contro il Genoa.

Se perdere contro una big come l’Inter era da mettere nel conto, farlo contro i rossoblu vorrebbe dire precipitare ai margini della zona retrocessione e a quel punto, oltre a tornare a traballare la panchina di Mazzarri, ci sarebbe da mettere nel conto anche una inevitabile contestazione a squadra e società in grado di rendere esplosiva la situazione. E che l’aria possa diventare pesantissima lo si capisce già nel finale di gara quando la Maratona inizia a cantare  “meritiamo di più” e poi addirittura “Cairo vattene”. Un coro ripetuto più volte che arriva dopo gli striscioni e le scritte comparse nei giorni scorsi, con anche Mazzarri finito nel calderone, prima dell'invito ad andare a lavorare rivolto ai calciatori, accompagnati negli spogliatoi da fischi e insulti.

Senza Belotti, uscito quasi subito per un problema al costato, il Toro è stato impalpabile davanti, con Zaza che non ha mai vinto un duello contro i difensori dell’Inter e mister 25 milioni Verdi che si è visto solo quando ha calciato un bel calcio di punizione nella ripresa, col risultato ormai sul 3-0 per gli avversari e quindi del tutto ininfluente. Ma è stato in mezzo al campo che la squadra di Mazzarri è stata sovrastata, con i granata incapaci di costruire una sola azione manovrata realmente efficace e pericolosa, con Meite spettatore non pagante, Baselli deludente una volta di più e Ansaldi che non ha mai trovato la misura delle sue giocate su un campo pesantissimo. Unico a salvarsi Lukic, che ha tentato qualche giocata e ci ha messo grinta e carattere fino al termine, mentre i cambi operati da Mazzarri, con gli innesti di Ola Aina e Berenguer, sono arrivati tardi per poter cambiare il senso di una gara mai in discussione.

Cronaca. Sotto una pioggia torrenziale il Toro torna a giocare davanti al suo pubblico dopo 21 giorni, ritrovando un’altra bella cornice di pubblico, grazie anche alla nutrita presenza di tifosi nerazzurri. Inter in campo con la terza maglia, un azzurro mare mai visto a queste latitudini, con l’ex Ambrosio esterno di destra del centrocampo affidato alla regia di Brozovic, con la ormai collaudata coppia Lukaku-Lautaro Martinez chiamata a mettere pressione alla difesa granata e a Sirigu. Nelle fila granata solo panchina per Ola Aina e Rincon, tornati tardi e accacciati dagli impegni con le rispettive nazionali, così nel 3-5-2 prediletto da Mazzarri sono De Silvestri e Ansaldi gli esterni, Meite l’uomo di fisicità in mezzo al campo, con Verdi a duettare in avanti con Belotti.

Pronti via e dopo venti secondi Nkoulou rischia la frittata con un retropassaggio che per poco non mette in crisi Sirigu, costretto a un precipitoso ritorno verso i pali, la replica dell’Inter è affidata a una incursione del solito Lukaku, sul quale Bremer rimedia con grande tempismo. Al 10’ un clamoroso mischione in area granata non trova il tocco vincente di un giocatore nerazzurro, malgrado una infinita serie di tentativi e rimpalli. Uno stoico Belotti, sofferente per un colpo al costato, prova a restare in campo, malgrado sia chiaramente menomato, ma al 12’ deve alzare bandiera bianca, cedendo il posto a Zaza, con Baselli che prende i gradi di capitano. Pochi istanti prima, però, l’Inter era andata in vantaggio con Lautaro Martinez, lesto a bruciare in velocità Lyanco e Nkoulou, dopo che il tocco di Vecino lo aveva lanciato verso Sirigu, direttamente dopo il rinvio dello stesso portiere.

Il Toro fa una fatica enorme a costruire gioco, ci mette cuore e grinta, ma bisogna arrivare al minuto 27 per vedere Handanovic impegnato da un tiro-cross di Ansaldi, anche se sul prosieguo dell’azione Verdi e su quella successiva Nkoulou non vanno molto lontani dal centrare il bersaglio. Appena l’Inter torna a spingere, però, sono dolori per la difesa granata, salvata da un prodigio di Sirigu sul colpo di testa ravvicinato di Lukaku, ma il 2-0 è nell’aria e arriva sul calcio d’angolo susseguente, con Meite che si perde De Vrij, che da due passi appoggia comodamente in rete sul lungo traversone di Biraghi, scatenando la gioia incontenibile dei tifosi nerazzurri che popolano il settore ospiti.

Il Toro crea mischie e mischioni, conquista calci d’angolo ma l’Inter quando riparte offre sempre la sensazione di poter segnare, con Sirigu che si oppone alla sventola di Barella, al termine di un’azione in cui, con tre passaggi, i nerazzurri hanno fatto settanta metri. Lo stesso Barella, complice un problema al ginocchio, lascia i suoi in dieci per alcuni istanti prima dell’intervallo, con il Toro che si vede negare da un super Handanovic il gol della speranza di De Silvestri. La ripresa inizia con ancora De Silvestri pericoloso sugli sviluppi di un calcio di punizione, mentre un quasi gol di Lautaro Martinez viene comunque invalidato dal fischio di Maresca per un millimetrico fuorigioco.

La terza rete dell’Inter non tarda ad arrivare, giungendo al 10’ con Lukaku, ormai leader riconosciuto di compagni e tifosi nerazzurri, che fa calare il sipario sulla gara con oltre mezz’ora d’anticipo. Gli innesti di Ola Aina e Berenguer vanno registrati solo per aggiornare il tabellino, ma per il Toro non cambia nulla, visto che solo Lukic continua a farsi notare in un centrocampo granata per il resto soverchiato dagli avversari nerazzurri, che nel finale sfiorano il poker con lo scatenato Lukaku. Ora sarà fondamentale resettare, perché la sfida contro il Genoa diventa a questo punto oltremodo importante.

Torino – Inter 0-3

Torino (3-5-2): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Bremer (10’ st Ola Aina); De Silvestri, Baselli (25’ st Berenguer), Lukic, Meite, Ansaldi; Belotti (12’ Zaza), Verdi. All. Mazzarri

Inter (3-5-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij, Godin; D’Ambrosio (37’ st Di Marco), Vecino, Brozovic, Barella (47’ pt Borja Valero), Biraghi; Lukaku, Lautaro Martinez (23’ st Candreva). All. Conte

Arbitro: Maresca di Napoli

Reti: 12’ Martinez, 32’ De Vrij, 10’ st Lukaku

Ammoniti: Martinez, D’Ambrosio, Skriniar, Ola Aina

Spettatori: 26.059 per un incasso di 632.303 Euro 

Massimo De Marzi

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