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Calcio | 10 dicembre 2019, 08:30

PULCINI, GARA SOSPESA E POLEMICHE - Tedesco (Sg Chieri): "Verifiche in corso..."

Caos in una partita dei 2010, sospesa con bimbi in lacrime. Il presidente interviene dopo il pesantissimo comunicato del Psg Calcio di ieri (insulti e minacce da parte di un genitore di un tesserato del Sg Chieri).

PULCINI, GARA SOSPESA E POLEMICHE - Tedesco (Sg Chieri): "Verifiche in corso..."

PARTITA SOSPESA NEI PULCINI 2010

Caos in una partita di pallone della Scuola Calcio piemontese. A raccontarlo ieri è stato il Psg Calcio, club di Pino Torinese che in un pesantissimo comunicato stampa ha parlato di "insulti e minacce da parte di un genitore di un bimbo del San Giacomo Chieri, parolacce urlate appeso ad una recinzione e rivolte ad una mamma, partita sospesa e bimbi in lacrime". Il caso è stato definito talmente grave che il Psg chiederà alla Figc un'indagine attraverso un esposto per accertare fatti e responsabilità. Bollino rosso totale.

>> LEGGI QUI LA RICOSTRUZIONE DEL PSG CALCIO

Ieri abbiamo poi sentito il presidente del San Giacomo Chieri Antonio Tedesco: "Stavo lavorando ed ha iniziato a squillare il telefono. Mi hanno chiamato dalla segreteria, poi dirigenti, collaboratori e giornalisti. Improvvisamente è scoppiato questo caso. Non sono così informato sulla vicenda, perché non ero al campo, e da quanto mi è stato riferito velocemente le cose sembrano essere andate in modo diverso. Mi riservo ora di entrare nei dettagli e non voglio fare polemiche, anche se il comunicato del Psg Calcio è davvero molto duro. Se qualcuno ha sbagliato sarò il primo a prendere le distanze, ma ad oggi non so cosa è successo esattamente a Pino Torinese e non posso sbilanciarmi. Di certo se è stato un genitore a sbagliare posso dire che è ora di fare chiarezza sulle responsabilità oggettive delle società. Non possiamo rimetterci sempre noi presidenti, in termini di immagine e di multe, sui comportamenti di qualcuno che è grande e vaccinato. Questa cosa l'ho detta anche al presidente del Comitato Regionale Mossino settimane fa parlando più in generale e soprattutto di prima squadra. Noi presidenti non possiamo diventare il bancomat della Lnd per gli insulti dei tifosi che facciamo entrare al campo e che magari se la prendono con un guardalinee. Nel dilettantismo non abbiamo telecamere, non abbiamo steward e non possiamo rimetterci di tasca nostra per ogni azione fuori controllo di un tifoso che non è tesserato per la nostra società. Questo vale anche per quanto eventualmente successo nella partita di domenica dei 2010. Tornando proprio alla gara dei Pulcini mi spiace se qualche bimbo si è messo a piangere e se la partita non è terminata. Ripeto, la questione è molto delicata e certe parole ci fanno male. Sto ricostruendo con i miei istruttori e collaboratori l'accaduto, poi decideremo se e come muoverci. In ogni caso lo sanno tutti. Attorno ad un campo di calcio grida e insulti sono purtroppo all'ordine del giorno, in tutte le categorie, in tutte le regioni d'Italia. Giusto parlarne e stimolare il dibattito, ma è inutile puntare il dito inviando comunicazioni ai giornalisti su un'unica società facendoci passare, magari per colpa di una singola persona, per quelli diversi da tutti gli altri. Io non mi sono mai sognato di scagliarmi contro un club dopo aver sentito un insulto in tribuna. Piuttosto ci stava un confronto diretto o telefonico tra società, che tra l'altro sono molto vicine e spesso partecipano a molti tornei della Scuola Calcio assieme".

 

Michele Rizzitano

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