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Calcio | 18 dicembre 2019, 07:00

"Il SanGiacomo Chieri è contro qualsiasi forma di violenza (verbale o fisica), maleducazione e comportamenti antisportivi"

Dopo gli spiacevoli fatti accaduti a margine della partita fra "Pulcini" con il Psg Calcio, ci scrive la Società di Chieri del presidente Antonio Tedesco

Immagine di repertorio

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Dopo gli spiacevoli fatti accaduti nel corso della partita della Categoria Pulcini (classe 2010) fra Psg Calcio e San Giacomo Chieri, con i padrni di casa che hanno interrotto la gara dopo che – citiamo testualmente - un genitore della squadra ospite aveva dato il via alle proteste per un presunto rigore non assegnato con prontezza dal dirigente (impegnato nell’auto-arbitraggio) della squadra di casa cui avevano fatto seguito insulti pesanti e minacce da parte di alcuni genitori, dalla Società  SanGiacomo Chieri riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Al SanGiacomo Chieri non pensiamo di essere i migliori e crediamo di non essere i peggiori.
Da 35 anni svolgiamo la nostra attività, con impegno e passione, al servizio dei giovani. Siamo nati dall’esperienza dell’oratorio e abbiamo assunto i valori cristiani a fondamento della nostra mission nella convinzione che lo sport sia un mezzo per approcciare al mondo giovanile, per combatterne il disagio, educando i ragazzi ai valori della lealtà, dell'osservanza delle regole, del rispetto, della correttezza, dell’educazione e dell’integrazione, respingendo qualsiasi forma di razzismo e discriminazione. Sono temi che portiamo avanti, giorno dopo giorno, senza clamore, con passione ed umiltà. Ciò ci ha consentito, in tutti questi anni, di instaurare un rapporto di fiducia e di collaborazione con le mamme ed i papà che, quotidianamente, ci affidano i propri figli.

Rispetto a quanto ci ha visti protagonisti, con grande clamore mediatico, nostro malgrado, nella scorsa settimana, dopo una riflessione doverosa (quanto necessaria), per evitare di cadere nel tranello della polemica o degli eccessi, riteniamo di volere arricchire il dibattito con alcuni nostri contributi.

Le iniziative per mettere un freno alle esagerazioni di tifosi e genitori, soprattutto quando coinvolgono dei ragazzini, ci hanno e ci vedranno sempre protagonisti, per cui aderiremo con convinzione alla campagna nata con l’hastag #ionongiocopiù.

Il nostro unico rammarico risiede nel fatto che, fatta salva la volontà di tutelare i bambini, ci si sia dimenticati che in campo c’erano due squadre. Nessuno, in tutti gli articoli che hanno affollato le piazze mediatiche, si è domandato come è stato salvaguardato il benessere psicologico dei nostri leoncini, cosa possano aver provato i bambini del SanGiacomo durante la partita finita anticipatamente ed a seguito delle prime notizie diramate.

Sono centinaia i genitori o i parenti che gravitano attorno alle nostre ed alle altre squadre. Quale responsabilità oggettiva può essere imputata ad una società per il comportamento di persone che le società stesse non possono in nessun modo controllare ma -tutt’al più- solo tentare di educare ai valori dello sport?

Siamo rammaricati che non si sia tenuto in debito conto, da subito, del valore della sorellanza tra società: proporre immediatamente un’iniziativa condivisa, come poi effettivamente avvenuto (da sostenere sui tavoli della Federazione, che è la casa di tutti) avrebbe avuto una valenza maggiore ed evitato il negativo riscontro mediatico derivato all’intero movimento calcistico giovanile, fatto apparire come un’arena per bestie feroci.

Per fare i dirigenti di una squadra dilettantistica servono tanta buona volontà ed una grande dedizione. L'esperienza necessaria per la gestione di situazioni che, a volte, esulano dal terreno di gioco, invece, matura sui campi stagione dopo stagione.

Parafrasando quello che disse un noto politico: guidare una società non è pensare all’immediato; un dirigente oculato guarda alla prossima generazione. Continuiamo a lavorare con correttezza e, in questa vicenda, la nostra testa, probabilmente, è più alta di tante altre.

Il presidente Antonio Tedesco

W.A.

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