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Toro | 18 dicembre 2019, 06:28

La toppa peggio del buco

Il caos biglietti per la curva Primavera all'origine dei tafferugli durante Toro-Inter. La conseguenza? 75 DASPO e 71 denunce a tifosi granata. E la questura ha parlato di "esperimento sociale"

La toppa peggio del buco

 

Mia madre sosteneva che sovente la toppa è peggio del buco.

Quindici giorni prima di Torino vs Inter, veniva effettuata dalla biglietteria del Torino FC, su indicazione o con il consenso degli organi preposti alla vigilanza, ovvero l’osservatorio sul tifo e la questura, la vendita di tagliandi per la Curva Primavera, senza alcun tipo di limitazione legata a tifo calcistico o provenienza geografica. Circa quattrocento di questi biglietti finivano nelle mani di ultrà nerazzurri.

La settimana precedente l’incontro, probabilmente resosi conto di aver commesso un errore o un’imprudenza, la vendita libera veniva sospesa e i tagliandi potevano essere acquistati solo più dai possessori della tessera del tifoso granata. Malgrado questa evidente presa di coscienza dell’esistenza di una potenziale situazione di pericolo, poi puntualmente concretizzatasi, la questura non predisponeva, o imponeva al Torino di predisporre, un adeguato servizio d’ordine per prevenire disordini. Disordini che si verificavano, coinvolgendo anziani, donne e bambini, che allo stadio erano andati tranquilli, per assistere ad una partita di calcio e non per partecipare ad una rissa da strada.

Dalla tribuna stampa, quindi non da vicino come quelli che erano lì e hanno visto i coltelli ed i bastoni, ma da lontano, che ci ha permesso di cogliere meglio le dinamiche dei fatti, si è assistito chiaramente a scazzottate nel primo anello, cui è seguita una discesa in massa dal secondo anello per il prosieguo degli scontri. Questa dinamica farebbe presupporre che ad un’azione aggressiva di marca nerazzurra, sia seguita una reazione di parte granata. Giusto precisare questa dinamica, non per giustificare o assolvere qualcuno, ma per amor del vero.

Nei giorni successivi, sono stati comminati 75 DASPO e 71 denunce a tifosi granata e 8 tifosi interisti sono stati indagati. La sproporzione ha creato malumori e proteste, soprattutto da parte di quella tifoseria moderata presente in Curva Primavera che, a torto o a ragione, ha percepito che quella protezione dagli assalti degli ultrà nerazzurri attivi in quel settore dello stadio, che avrebbe dovuto essere loro garantita dagli steward o dalle forze dell’ordine, gli sia invece giunta proprio da quei settantacinque Hooligans daspati per averli difesi.

La questura, a fronte di una levata di scudi così pronta e massiccia da parte di larga fetta del mondo granata, in una conferenza stampa parlava di “esperimento sociale” realizzato in collaborazione con il Torino FC, per giustificare l’ingiustificabile accaduto. Apriti cielo. Le proteste salivano ancora di tono, perché ovviamente le “cavie” oggetto di questa sperimentazione lamentavano giustamente di non essere state ne avvisate ne consenzienti.

In una dichiarazione il Torino prendeva le distanze, dicendo di aver fatto quello che la questura gli aveva imposto di fare e null’altro, scaricando di fatto le responsabilità dell’accaduto su DIGOS e questura.

È di domenica un ulteriore tentativo di rappezzare il buco da parte della questura, con un comunicato in cui si sostiene che sia stata creata una fake news da parte di alcuni media che hanno travisato il senso delle precedenti dichiarazioni. Non ci sarebbe quindi un esperimento sociale in atto, almeno nel senso inteso erroneamente dai media, ovvero di far coesistere tifosi ultrà di opposte fedi calcistiche in Primavera. In soldoni, tifosi pacifici si, tifosi violenti no. In questo senso, si conclude il comunicato, l’esperimento (quello che non era mai incominciato?) continua.

A parte che diventa difficile distinguere un tifoso pacifico da uno violento, fintanto che non si concretizzano le condizioni per cui la violenza si palesa, trasformando anche il più pacifico dei tifosi in violento, ma in ogni caso se, giusto per esempio, io sto guardando la partita e dissento dall'opinione del mio vicino tifoso dell’altra squadra e questo, trasformatosi improvvisamente in violento, mi dà un pugno, spaccandomi il setto nasale, poca differenza fa, per il mio naso, se costui è uno storico ultrà oppure un violento occasionale.

Proprio per prevenire questo problema, tra gli altri, fu promulgata la legge Pisanu, secondo cui ai tifosi dell’altra squadra veniva riservato un settore ben delimitato e blindato, denominato appunto “settore ospiti”. Questo tentativo a metà tra il buonismo sociale e lo spirito natalizio di mettere a tutti i costi insieme diverse tifoserie, che in alcuni casi si amano, come con la Fiorentina, ma in altre si odiano, come con Atalanta, Sampdoria e ovviamente Juventus, oltre ad essere contrario al dettato della succitata legge, è probabilmente arruffato e velleitario e certamente avrebbe dovuto essere soggetto a comunicazione preventiva oltre che al consenso dei diretti interessati.

In ogni caso, qualora in corso d’opera l’esperimento avesse presentato criticità, come si è puntualmente verificato, avrebbe dovuto esserci una possibilità di intervento, rappresentata dalla congrua presenza di steward o operatori delle forze dell’ordine pronti ad intervenire e a frapporsi tra i contendenti in caso la situazione fosse degenerata, diversamente da quanto avvenuto durante la gara con l’Inter, in cui uno sparuto manipolo di steward non ha potuto far altro che assistere impotente ai fatti. Inoltre, nel calderone, sono finiti anche soggetti la cui colpa pare essere stata di non trovarsi seduti al loro posto.

Beh, se questo corrispondesse a realtà, non sarebbero le uniche persone ad occupare un posto che non è il loro e che quindi meriterebbero il DASPO, vero?

 

Domenico Beccaria

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