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Calcio | 26 gennaio 2020, 12:31

Domani a Luserna San Giovanni il funerale di Lilia Jon Scotta, l’ultima vedova del Grande Torino

Moglie del calciatore Ezio Loik si era trasferita definitivamente in Val Pellice con la quale aveva saldi legami famigliari. La figlia Mirella ripercorre la sua storia

(Foto di Marco Parella - L’Ora del Pellice

(Foto di Marco Parella - L’Ora del Pellice

«Sono commossa dalla grande partecipazione che ho percepito attorno a me. Mi sono resa conto, ancora una volta, di essere figlia di due grandi genitori» così Mirella Loik, figlia di Ezio, campione del Grande Torino, originario di Fiume, commenta i messaggi di affetto e stima ricevuti in occasione del decesso della madre, Lilia Jon Scotta, avvenuto venerdì 24. Il funerale sarà celebrato con rito valdese domani, lunedì 27 gennaio, alle 14,30 all’Asilo per persone anziane di Luserna San Giovanni dove la donna era ospite.

Mirella ha dedicato alla vita famigliare il libro “Mio papà Ezio Loik”, e se dal padre dice di aver ereditato: «Lo spirito di adattabilità tipico delle famiglie di profughi come la sua, esule dalla Croazia», dalla madre assicura di aver preso «il rigore caratteristico dei protestanti».

Figlia di un dirigente Fiat, giovane valdese residente a Torino, nel 1944 Lilia Jon Scott sposò Loik da cui ebbe la figlia Mirella l’anno successivo. Rimase vedova nel 1949 poiché il marito fu vittima dello schianto sulla collina di Superga dell’aereo che riportava a casa la squadra granata. «Mia madre era l’ultima vedova del Grande Torino rimasta in vita, forse anche per questo i messaggi di cordoglio sono stati numerosi – riflette Mirella –. Tanti provengono da tifosi, molti da persone sconosciute. La gran parte mi sono giunti grazie ai social network».

Ricordata in valle come una donna riservata e colta, Lilia Jon Scotta è mancata all’età di 93 anni proprio nel paese a cui è stata legata per buona parte della sua vita assieme al marito calciatore. Daniele Arghittu, famoso giornalista della Val Pellice e direttore del trimestrale L’Ora del Pellice, riuscì ad intervistarla più volte, la prima in occasione dell’intitolazione a Loik dei campi sportivi di Luserna nel 1998. Nell’ultima intervista, del 2017, la donna raccontò in modo approfondito sul trimestrale la vita con il marito e il rapporto con la Valle. «Era dotata di una grande personalità, al di là del suo ruolo di moglie di Loik. Dopo la morte del marito si risposò e condusse una lunga vita altrove ma decise di tornare qui» così la ricorda Arghittu.

«Attraverso la Val Pellice ritornava ai momenti più sereni della sua vita: i pochi anni che ha condiviso con mio padre – ricorda la figlia –. Furono i bombardamenti su Torino durante la seconda guerra mondiale a spingerli a rifugiarsi tra queste montagne». Anni tragici ma al contempo idilliaci: «Ricordo mia madre e mio padre cantare nella casa in cui vivevamo a Luserna San Giovanni in località Liouna. Ci tenevano molto a farlo assieme e avevano due voci molto belle». La serenità fu irrimediabilmente rotta con la tragedia di Superga: «Mamma era molto giovane: aveva 22 anni. Per lei fu uno shock emotivo che non si è mai esaurito». A Liouna visse anche per qualche anno Ida, madre di Ezio: «Era in quella casa quando le giunse per radio la notizia dell’incidente aereo in cui perse la vita il figlio». Dopo la morte del marito, Lilia Jon Scotta cercò di ricostruirsi una vita risposandosi e trasferendosi con la figlia per un po’ di tempo in Sardegna. Tuttavia rimase nuovamente vedova nel 1973 e circa trent’anni fa, da Torino, decise di spostarsi definitivamente a Luserna San Giovanni.

Cosa la legava alla Val Pellice? «Il mio bisnonno materno, Guglielmo Primo era originario di Rorà. Scalpellino particolarmente abile si trasferì a Torino in anni in cui la pietra di Luserna era alla base dello sviluppo edile della città. La moglie, Giuseppina Rostagno di Luserna San Giovanni, lo seguì – racconta Mirella –. Sorella del pastore Luigi, era una donna molto colta». La figlia Laura, madre di Lilia non abbandonò mai il legame con Luserna pur vivendo a Torino. Il padre di Lilia, Giulio Jon Scotta, era invece originario di Piedicavallo nel Biellese ma «era figlio di Elisa Goss di San Secondo di Pinerolo, la prima maestra appena diplomata ad essere mandata in quella zona ad insegnare dalla Tavola valdese».

La vita di Lilia Jon Scotta è stata caratterizzata da uno stile di vita moderno per l’epoca in cui è vissuta: «La nostra storia è caratterizzata da donne autonome, emancipate, come lei. Atteggiamento probabilmente frutto dell’educazione valdese».

Elisa Rollino

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