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Toro | 28 gennaio 2020, 23:23

Toro, beffa supplementare a San Siro

La doppietta di Calhanoglu, nel recupero e all’inizio del secondo tempo dell’extra time, regala vittoria e qualificazione al Milan. A Mazzarri non bastano i due gol di Bremer, che avevano ribaltato l’iniziale vantaggio di Bonaventura. Ibra cala il poker, punendo oltremisura una squadra totalmente diversa da quella travolta dall’Atalanta

immagine tratta da torinofc.it

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Una autentica beffa. Dopo la vergognosa prestazione e i sette gol subiti contro l’Atalanta, il Toro sfodera una prova completamente diversa, tutto cuore e grinta, andando ad un passo dalla qualificazione alle semifinali di Coppa Italia.

Passa invece il Milan grazie alla doppietta di Calhanoglu, che trova il 2-2 al 91’ e poi il gol decisivo all’inizio del secondo tempo supplementare, punendo la squadra di Mazzarri che aveva assaporato a lungo il gusto dell’impresa grazie alla doppietta di Bremer, che aveva ribaltato l’iniziale vantaggio firmato da Bonaventura. Proprio l’uscita per infortunio del giovane brasiliano nel finale risulta decisiva, perché è una deviazione del suo sostituto Djidji a rendere imprendibile per Sirigu il tiro di Calhanoglu che allunga la sfida all’extratime.

Poi arriverà anche il 4-2 del nuovo entrato Ibra nel finale, che impartisce al Toro una punizione eccessiva, visto che i granata avevano giocato a lungo alla pari e nel finale anche meglio, dopo essere stati messi sotto solo nelle fasi iniziali della gara. Dopo questa prova diventa difficile pensare a un esonero di Mazzarri, che sarebbe stato certo in caso di una nuova Caporetto simile a quella di sabato sera, ma certo dalla gara di Lecce bisognerà tornare a fare risultato in campionato, per dare un senso al finale di stagione. Sperando che magari entro venerdì il mercato regali anche qualche operazione in entrata, per rimpolpare una rosa ridotta ai minimi termini.

Cronaca. Prima dell’inizio San Siro rende onore a Bryant, fuoriclasse del basket Nba morto tragicamente domenica, grande tifoso rossonero, con la scritta ‘Legends never die’ e l’hashtag #sempreKobe, con il suo volto che campeggia sugli schermi dello stadio e la musica dei Queen di sottofondo. Brividi di emozione che scatenano poi un lunghissimo applauso dei presenti. Milan che si affida a Piatek e all’eroe delle ultime vittorie Rebic, con Ibra che parte dalla panchina, mentre nel Toro Belotti è la punta più avanzata, sostenuto sugli esterni da Berenguer e Verdi. I granata (per l’occasione in maglia bianca) partono molto contratti, condizionati forse ancora dalle scorie della batosta subita contro l’Atalanta, lasciando campo e iniziative ad un Milan che parte fortissimo.

Prima occasione con un gran numero di Rebic, cui si oppone mall’ultimo Nkoulou al momento della conclusione dell’attaccante rossonero. Al 7’ la squadra di Pioli è ancora ancora pericolosissima, ma Piatek è in ritardo sul pallone invitante offertogli da Theo Hernandez. Il gol è nell’aria e da una palla persa da Verdi sulla trequarti prende il via la ripartenza rossonera, con Rebic bravissimo a servire a centro area Bonaventura, mentre la difesa granata era tutta concentrata su Piatek, con l’ex atalantino che da due passi non ha problemi a battere Sirigu. Il Toro non reagisce allo svantaggio e fa il solletico alla difesa avversaria, al minuto 24 (il suo numero di maglia) scoppia l’applauso in memoria di Kobe, proprio quando Castillejo chiama Sirigu a una paratona, con il portierone che si salva in corner, risultando decisivo anche poco dopo in uscita bassa sullo scatenato Theo Hernandez.

In mezzo al campo il Milan stradomina e arriva sempre primo sul pallone rispetto agli avversari, la gara appare un monocolore rossonero. Ma il calcio è un gioco strano, al 32’ il colpo di testa quasi a colpo sicuro di Rebic è troppo centrale e finisce tra le braccia di Sirigu, il Milan attacca a pieno organico ma quando il Toro riesce finalmente a ripartire in velocità trova l’inatteso 1-1 con Bremer: il difensore è freddo nel battere Donnarumma dopo una volata di 60 metri, al termine di un contropiede condotto da Belotti e Verdi, bravi ad approfittare delle praterie concesse dai rossoneri. La partita si accende e un corpo a corpo tra Izzo e Rebic viene punito dall’arbitro Pasqua con un doppio giallo, anche se l’attaccante aveva colpito il granata con un colpo che poteva meritare anche il rosso diretto. Il nuovo vantaggio del Milan al 41’ è annullato per un evidente controllo col braccio di Piatek prima del tocco vincente di Rebic, mentre finisce alto il colpo di testa di Krunic sull’ennesimo pallone invitante di Hernandez.

La ripresa vede il Milan ripartire di slancio e il Toro rintanarsi negli ultimi venti metri, ma i rossoneri arrivano alla conclusione solo con il tentativo dalla distanza di Krunic, mentre l’occasionissima è granata sugli sviluppi di un calcio di punizione, ma nessuno nell’area affollata sa approfittare dell’uscita sbagliata di Donnarumma con il tocco vincente sottomisura. Il colpo di testa di Romagnoli al 13’ fa venire i brividi a Sirigu e alla difesa granata, mentre a pochi istanti dal 20’ scocca l’ora di Ibra, che rileva un Piatek spentosi con il passare dei minuti, dopo che Berenguer in contropiede aveva impegnato Donnarumma. Il Torino col passare dei minuti cresce e prende il controllo del centrocampo, mentre tanti giocatori di Pioli sembrano avere il fiato corto e al minuto 25 è ancora Bremer, questa volta con un perfetto inserimento aereo, a firmare il soprasso, approfittando di un cross pennellato di Ola Aina.

Nel finale Pioli si gioca anche le carte Leao e Calhanoglu, mentre Mazzarri perde per un problema fisico l’eroe di serata Bremer, affidandosi a Djidji per contenere l’arrembaggio finale del Milan. Due tentativi di Ibrahimovic non trovano lo specchio della porta, ma nel primo dei 5 minuti di recupero il Milan trova il 2-2 con il tiro di Calhanoglu deviato di quel tanto da Djidji che rende il pallone imprendibile per Sirigu, mentre al 93’ Ibra si divora il gol vittoria, calciando altissimo da due passi, con Sirigu decisivo sullo svedese sessanta secondi più tardi. Si va ai supplementari, dove una velenosa punizione di Verdi spaventa Gigio Donnarumma, mentre sull’azione successiva Sirigu è miracoloso su Calhanoglu. Con le squadre lunghissime e molto stanche fioccano le occasioni, quelle granata con protagonisti Ola Aina e Belotti, con il baby Millico subentrato a Berenguer attivissimo sulla fascia, mentre Sirigu abbassa due volte la saracinesca su Hernandez.

Nel secondo supplementare Pioli toglie Rebic per aggiungere la fisicità di Kessie in mezzo al campo e proprio il nuovo entrato regala un pallone d’oro a Calhanoglu, il cui diagonale piega le mani di Sirigu firmando il 3-2 rossonero. Il Toro crolla di schianto e subito dopo Ibra firma il poker rossonero, a nulla servono a quel punto gli ingressi di Lyanco e Laxalt: il Milan troverà la Juve nelle semifinali, per il Toro ora bisognerà recuperare le energie e provare a ripartire in campionato, ad iniziare dalla trasferta di domenica a Lecce.

Milan – Torino 4-2

Milan (4-4-2): Donnarumma; Conti, Kjaer, Romagnoli, Theo Hernandez; Castillejo, Krunic (36’ st Calhanoglu), Bennacer, Bonaventura (31’ st Leao); Rebic (1’ sts Kessie), Piatek (20’ st Ibrahimovic). All. Pioli

Torino (3-4-2-1): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Bremer (37’ st Djidji); De Silvestri (6’ sts Laxalt), Rincon (6’ sts Lyanco), Lukic, Aina; Berenguer (45’ st Millico), Verdi; Belotti. All. Mazzarri

Arbitro: Pasqua di Tivoli

Reti: 12’ Bonaventura, 34’  e 25’ st Bremer, 46’ st e 2’ sts Calhanoglu, 4’ sts Ibrrahimovic

Ammoniti: Rincon, Theo Hernandez, Izzo, Rebic, Kjaer, Krunic, Conti, Ibrahimovic

Massimo De Marzi

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