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Toro | 02 febbraio 2020, 19:57

Ennesima figuraccia, il Toro regala un pomeriggio di gloria anche al Lecce

In meno di venti minuti i salentini indirizzano la gara con le reti di Deiola e Barak, nella ripresa il 3-0 di Falco e il poker di Lapadula su rigore. Granata con l’encefalogramma piatto. Capolinea Mazzarri?

immagine tratta da torinofc.it

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Un’altra figuraccia, l’ennesima di questa stagione da incubo. Il Lecce, che finora non aveva mai vinto in casa in questo campionato, ne fa 4 a quel che resta di un Toro improponibile, indifendibile, squadra dall’ecenfalogramma piatto.

I granata (per l’occasione in maglia blu) sono stati ridicolizzati: dopo i 7 gol presi contro l’Atalanta e i quattro di martedì in Coppa Italia a San Siro, ne arrivano altri 4 contro una formazione che finora aveva sempre fatto una gran fatica a segnare. Ma questo Toro, che sembra sempre di più una mucca, riesce a regalare pomeriggi di gloria a chiunque. Con la batosta rimediata allo stadio di Via del Mare il Toro ha già incassato finora 39 reti, quando ne aveva presi 37 in tutto lo scorso campionato. E’ evidente che in questa squadra c’è qualcosa che non funziona, se pensiamo che meno di un mese fa il Toro era stato capace di andare a sbancare l’Olimpico giallorosso.

In una società normale, un allenatore che ha subito tutte queste sconfitte sarebbe già stato esonerato, probabilmente stavolta niente e nessuno potrà evitare il cambio in panchina, ma sarebbe anche un gesto divuto da parte di Mazzarri rassegnare le dimissioni, senza aspettare le decisioni del patron Cairo. E’ evidente che non ha più in mano la squadra, che il Toro non ha uno straccio di gioco, che senza le parate di Sirigu e i gol di Belotti sarebbe in zona retrocessione, perché in serie A si fa fatica a trovare formazioni che giocano peggio di quella granata. Il cartello di un bambino in tribuna “Toro non farmi piangere” è emblematico del momento granata.

Sabato prossimo, contro la Sampdoria, all'Olimpico si annuncia una durissima contestazione nei confronti di tutto e tutti, perché di fronte a un naufragio di queste proporzioni non si può pensare di salvare qualcuno. Il Lecce, invece, con la seconda vittoria ai danni della formazione di Mazzarri in questo campionato fa un passo importante verso la salvezza, quello che adesso deve diventare il nuovo obiettivo dei granata, ormai a digiugno di punti, di gioco, di tutto da settimane.

Cronaca. Al Via del Mare Mazzarri ha scelte obbligate tra infortuni e squalifiche (oltre alle scelte di mercato, che non ha portato alcun rinforzo): in difesa Djidji rileva lo squalificato Izzo, mentre De Silvestri e Ola Aina sono gli esterni di centrocampo, con Verdi e Berenguer al servizio di capitan Belotti. 3-4-1-2 per il Lecce di Liverani, che opta per l’ex milanista Saponara come suggeritore per il tandem offensivo Falco-Lapadula. Parte meglio la squadra di casa, che grazie a un corner gentilmente concesso dalla difesa granata trova l’1-0 dopo appena dieci minuti, con la sventola di Deiola dal limite, su palla dosata calciata da Saponara, schema sicuramente studiato in allenamento. La reazione del Toro è tutta in un improbabile rovesciata di De Silverstri, mentre un evidente nervosismo porta Nkoulou e Meite a rimediare subito due cartellini gialli.

La squadra di Mazzarri è in totale confusione e dopo nemmeno venti minuti Barak firma il 2-0 per il Lecce, approfittando di un doppio errore di Ola Aina e Djidji, che non riescono a spazzare l’area, favorendo la conclusione a colpo sicuro del nuovo acquisto dei salentini. Poco dopo Verdi deve alzare bandfiera bianca per un problema muscolare, con il Toro che è costretto subito a bruciare il primo cambio, con l’ingresso derl giovane Millico. Il tiro a giro di Berenguer (che finisce a lato della porta difesa da Vigorito) è l’unico segnale di vita degno di nome dei granata nella prima mezz’ora di gara, mentre il Lecce sfiora il terzo gol con Lapadula, cui si oppone Sirigu con un riflesso felino, mentre sul ribaltamento di fronte Belotti gioca molto bene un pallone, che poi offre al limite al liberissimo Berenguer, che calcia malamente fuori.

Si arriva alla conclusione del primo tempo con un ecenfalogramma piatto del Toro, che rischia un paio di volte sulle incursioni di Lapadula, con il gol di Belotti sugli sviluppi di un calcio di punizione annullato (per un millimetrico fuorigico di De Silvestri) unico segnale offensivo della formazione di Mazzarri. La ripresa vede il Lecce controllare senza alcun problema la sterile reazione del Toro, anzi senza un miracolo di Sirigu Lapadula avrebbe trovato il gol personale. La difesa granata, però, è una bruviera, il 3-0 è nell’aria e arriva poco dopo con protagonista Falco. Inutili e tardivi i cambi di Mazzarri, con una panchina ridotta all’osso, anzi nel finale i padroni di casa fanno in tempo a calare il poker con il rigore trasformato da Lapadula.

Lecce – Torino 4-0

Lecce (4-3-1-2): Vigorito; Rispoli, Rossettini, Lucioni, Donati; Deiola (12’ st Petriccione), Majer (37’ st Paz), Barak; Saponara (26’ st Shakhov); Falco, Lapadula. All. Liverani

Torino (3-4-2-1): Sirigu; Djidji (13’ st Edera), Nkoulou, Bremer; De Silvestri, Rincon (24’ st Lyanco), Meite, Ola Aina; Verdi (23’ Millico), Berenguer; Belotti. All. Mazzarri

Arbitro: Rocchi di Firenze

Reti: 10’ Deiola, 19’ Barak, st 19’ Falco, 33’ Lapadula (rig.)

Ammoniti: Nkoulou, Meite, Maier, Deiola, Ola Aina, Lapadula

Massimo De Marzi

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