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Toro | 02 febbraio 2020, 09:00

Un Toro in emergenza prova a uscire dall’impasse a Lecce

Dopo le sette sberle prese dall’Atalanta e l’eliminazione in Coppa Italia ad opera del Milan, per i granata crocevia fondamentale della stagione. Per non restare a zero, come il numero degli acquisti in un mercato di gennaio che ha registrano solo partenze

Un Toro in emergenza prova a uscire dall’impasse a Lecce

Adesso gli alibi sono a zero. Come zero sono stati gli acquisti del mercato di gennaio più deludente dell’era Cairo: nessun nuovo arrivo, ma quattro cessioni (anche se non si è trattato di alcun big, per dirlo con tutta onestà). A Lecce, contro quell’avversaria che, vincendo all’andata all’Olimpico, aprì di fatto la lunga impasse granata, il Toro non ha alternative: solo una vittoria può consentire di tenere in vita i sogni di gloria.

L’Europa si è allontanata dopo le ultime due sconfitte in campionato (e i risultati degli anticipi di ieri), ma se quella contro il Sassuolo poteva anche essere derubricata alla categoria incidente di percorso, le sette sberle incassate dall’Atalanta sono una ferita che impiegherà molto tempo ad essere rimarginata, essendo stata la sconfitta più pesante della ultracentenaria storia granata. A distanza di tre giorni poi è arrivato il k.o. di San Siro contro il Mialn, che ha fatto chiudere l’avventura in Coppa Italia ai quarti di finale, così con il solo campionato cui dover pensare negli ultimi quattro mesi di stagione, Mazzarri e Cairo hanno deciso di prosciugare la rosa, rinunciando a Bonifazi, Parigini, Iago Falque e Laxalt, rispedito al Milan a mezz’ora dal gong di fine trattative.

Il risultato è che, complici le perduranti assenze degli infortunati Baselli, Ansaldi e Zaza, cui si aggiungono le squalifiche di Izzo e Lukic, il Toro che oggi andrà a Lecce avrà a disposizione 18 giocatori, il numero minimo tra campo e panchina. Compresi il terzo portiere e alcuni baby della Primavera aggregati per fare numero ad una squadra da una settimana in ritiro a Novarello, per evitare il rischio di contestazioni post figuraccia contro l’Atalanta. Insomma, per Mazzarri le scelte saranno obbligate, ma forse a lui va bene così, visto che si è sempre dichiarato contrario alle rose extralarge. Ma qui il Toro è andato in direzione esattamente opposta e adesso non si vuole pensare a cosa potrebbe succedere di fronte a nuovi infortuni o ad una ennesima sconfitta.

In difesa al posto di Izzo giocherà Djidji, in mezzo al campo Rincon e Meitè comporranno la mediana, con Verdi e Berenguer al servizio di capitan Belotti, al quale si chiedono i gol per uscire dal momento delicato. Il Gallo e Sirigu restano le uniche colonne di una squadra che ha perso ogni certezza.

Massimo De Marzi

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