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| 18 febbraio 2020, 19:31

Confermata la confisca di beni per oltre due milioni di euro all’imprenditore pinerolese Jahier

La Corte d’Appello di Torino conferma anche la misura della sorveglianza speciale

Confermata la confisca di beni per oltre due milioni di euro all’imprenditore pinerolese Jahier

La Corte di Appello di Torino ha dato ragione alla Guardia di finanza e ha confermato la confisca di beni e valori per oltre due milioni di euro ai danni dell’imprenditore pinerolese Paolo Jahier, commerciante di auto.

I finanzieri del Gruppo di Orbassano avevano confiscato di tutto: un’abitazione di lusso nel centro cittadino di Pinerolo, diversi locali commerciali anch’essi in pieno centro, 3 conti correnti di cui uno all’estero, quote societarie e capitale sociale di 2 società di cui una all’estero, una cassetta di sicurezza, 54 autovetture di grossa cilindrata e 3 orologi Rolex.

L’operazione di fine luglio 2019 è il culmine di un’indagine in cui i finanzieri, coordinati dal procuratore aggiunto Cesare Parodi, hanno dimostrato una sproporzione tra i redditi dichiarati e il tenore di vita. La Corte d’Appello ha respinto anche il ricorso sulla sorveglianza speciale e condannato Jahier a pagare le spese processuali. Nel frattempo il novero dei reati a lui attribuiti è cresciuto: di recente ha ricevuto un avviso di conclusione delle indagini per i reati di auto-riciclaggio, sfruttamento della prostituzione e usura, con prestiti a strozzo con tassi dal 130 al 430% mensili.

Marco Bertello

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