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Toro | 29 febbraio 2020, 22:58

Toro, la serie nera prosegue. A Napoli ennesimo k.o.

Un discreto avvio, ma dopo la rete di di Manolas la squadra di Longo si spegne solo le parate di Sirigu evitano un passivo più pesante, prima che i gol di Di Lorenzo e (nel recupero) di Edera fissino il punteggio: ora le sfide casalinghe contro Udinese e Parma diventano decisive per non precipitare

immagine tratta da torinofc.it

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Sette sconfitte consecutive, sei delle quali in campionato. Che giochi in maglia granata o in bianco, come successo al San Paolo, che abbia in panchina Mazzarri o Longo poco cambia: il Toro da un mese e mezzo a questa parte è entrato in un tunnel senza uscita, collezionando k.o. in serie.

L’ultimo è giunto contro il Napoli e francamente era difficile pensare che la serie negativa potesse essere spezzata al cospetto di un avversarrio più forte, più ricco di qualità e talento, più in condizione, anche se reduce dalla faticaccia contro il Barcellona in Champions. L’avvio granata era stato anche promettente, ma la scintilla si è esaurita in fretta e dopo il gol di Manolas non c’è mai stata partita. Il Napoli ha dominato in lungo e in largo, il solito Sirigu ha evitato che il punteggio potesse diventare pesantissimo come in altre occasioni del recente passato, mentre il Toro ha fatto il solletico alla difesa partenopea, con Belotti abbandonato al suo destino, poco assistitito dal centrocampo e con al fianco uno Zaza che ha commesso più falli e perso più palloni di quanti ne abbia giocati a favore dei compagni.

Ansaldi e Baselli, rientrati da poco da lunghi infortuni, sono ancora lontanissimi da una condizione accettabile, il resto della compagnia ha poca qualità per farsi valere al cospetto di certi avversari, la paura che attanaglia molti giocatori, poi, toglie anche quel minimo di sicurezza: quando si inizia a perdere e non si smette più, tutto diventa difficile, talvolta anche solo uscire palla al piede dalla propria metà campo. Al Napoli è bastato viaggiare al 50% per portare a casa la vittoria, messa in cassaforte nel finale dal raddoppio di uno dei migliori, Di Lorenzo, prima che il colpo di testa di Edera regalasse qualche brivido giusto nei minuti di recupero: troppo poco e troppo tardi per il Toro.

Proprio l’impatto positivo del giovane della Primavera, in campo nel finale, potrebbe essere una carta importante da giocare nelle prossime due gare casalinghe contro Udinese e Parma, fondamentali per non sprofondare definitivamente in zona retrocessione. Altro che sogni di gloria, questo Toro dovrà sudare per mantenere la categoria, visto l’andazzo di queste settimane, forse solo ritrovando il sapore della vittoria si potrà tornare a vedere qualcosa di più e di meglio, oggi il panorama è desolantemente questo.

Cronaca. Longo al San Paolo schiera un Toro offensivo, puntando su Zaza al fianco di Belotti, per avere un attacco con due punte di peso, mentre in mezzo al campo si rivede dopo una lunga assenza Baselli, con De Silvestri e Analsi sugli esterni. Il Napoli viene sorpreso dalla partenza aggressiva dei granata, che dimostrano piglio ed intraprendenza nelle fasi iniziali, con una incerta uscita di Ospina che non viene sfruttata a dovere da De Silvestri, il cui tiro è ‘murato’ dai difnesori partenopei a pochi passi dalla linea di porta. La replica della squadra di Gattuso trova due volte attentissimo nella stessa azione Sirigu, che prima si oppone a Mililik e poi anche al tentativo di Insigne, ma con il passare dei minuti il Napoli prende il comando delle operazioni e al minuto 19 passa sugli sviluppi di un calcio di punizione: la traiettoria disegnata da Insigne è perfetta per la testa di Manolas, che anticipa Bremer e porta in vantaggio i suoi.

Lo svantaggio non scuote il Toro che anzi, rischia poco dopo un clamoroso harakiri, con Ansaldi che per evitare un fallo laterale finisce di innescare involontariamente il contropiede avversario, ma Insigne non ne approfitta, così tra il recupero di Izzo e l’attenzione del solito Sirigu la difesa evita in qualche modo il secondo gol. In mezzo al campo la squadra di Longo è soverchiata, il Napoli tiene costantemente il pallino, con Sirigu che a pochi secondi dalla mezz’ora toglie dall’incrocio un pallone morbido di Insigne, a conclusione dell’ennesima azione avvolgente degli azzurri. Il Toro fa il solletico agli avversari, Belotti non riceve un pallone che è uno, ingabbiato e sempre solo contro tre difensori avversari, mentre prima dell’intervallo il Napoli sfiora due volte il raddoppio, prima con Milik (traversa alta) e poi con Politano (decisivo l’intervento di Baselli). Per Ospina, invece, neppure una parata degna di questo nome.

La sostanza non cambia di molto in avvio di ripresa, con Milik e Zielinski vicini al 2-0, mentre il Toro non riesce mai a ripartire con efficacia, vedendo morire sul nascere ogni possibile azione con errori di tocco e scelte sbagliate anche gravi, per professionisti di un certo livello. Al 14’ una splendida azione personale di Lobotka, che supera i giocatori granata come fosse Tomba con i paletti dello slalom, porta il Napoli ancora una volta ad un passo dal gol della sicurezza, mentre poco dopo Longo prova a scuotere i suoi operando il primo cambio, Meite che rileva un opaco Baselli. La sostanza, però, non cambia per un Toro che in mezzo al campo non la prende mai, mentre le ripartenze avversarie rischiano di essere mortifere in ogni occasione, ma Di Lorenzo e Insigne in un paio di situazioni cercano un dribbling di troppo in area di rigore.

Al 28’ Sirigu abbassa la saracinesca su un tentativo quasi a colpo sicuro di Di Lorenzo, mentre un minuto dopo Politano per poco non beffa il portiere granata, dovuto uscire fuori dall’area per spezzare un contropiede avversario. Gattuso regala un quarto d’ora di gloria nel finale ad un acciaccato Mertens, mentre Belotti deve giocare uno contro tutti per provare a creare qualche insidia alla difesa del Napoli, ma il suo tiro al 34’ si spegne oltre la traversa. Poco dopo arriva il meritato 2-0 del Napoli che fa scorrere i titoli di coda: gran giocata di Mertens sulla sinistra, sul suo lungo spiovente Di Lorenzo ruba il tempo a Rincon e da due passi fa secco Sirigu. Solo a questo punto Longo opera gli altri due cambi a sua disposizione, con gli ingressi di Verdi ed Edera: il giovane proveniente dalla Primavera di testa firma nel recupero il gol della bandiera, aumentando solo i rimpianti sul perché non sia entrato prima al posto del fantasma di Zaza.

E adesso il Toro si repara ai quattro giorni più caldi della sua stagione: tra l’Udinese e il recupero col Parma devono arrivare i punti per muovere una classifica rimasta ferma a quota 27 da tempo immemorabile, altrimenti la stagione rischia davvero di prendere una piega pessima.

Napoli – Torino 2-1

Napoli (4-3-3): Ospina; Di Lorenzo, Manolas, Maksimovic, Hysaj; Fabian Ruiz, Lobotka (34’ st Allan), Zielinski; Politano (38’ st Elmas), Milik (30’ st Mertens), Insigne. All. Gattuso

Torino (3-5-2): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Bremer; De Silvestri, Lukic, Rincon (38’ st Verdi), Baselli (20’ st Meite), Ansaldi; Belotti, Zaza (38’ st Edera). All. Longo

Arbitro: Mariani di Aprilia

Reti: 19’ Manolas, st 37’ Di Lorenzo, 46’ Edera

Ammoniti: Rincon, Zaza, Ansaldi, Allan

Massimo De Marzi

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