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Toro | 06 marzo 2020, 12:00

L’emergenza coronavirus rivoluziona il calendario del Toro

Spostata la gara contro l’Udinese, la squadra di Longo resterà senza giocare per due settimane, poi tre impegni in otto giorni, compreso il recupero contro il Parma (mercoledì 18 marzo)

L’emergenza coronavirus rivoluziona il calendario del Toro

Rinvii, spostamenti, porte chiuse, cambi di data continui. Il calendario del campionato sembra un flipper impazzito, con l’unica certezza che fino alla fine di marzo si giocherà senza il pubblico sugli spalti.

In questo continuo cambiamento della programmazione il Toro per la seconda volta si ritrova a stare fermo per due settimane: era già successo dopo la gara contro il Milan, cui non è seguita la domenica successiva la sfida contro il Parma (rinviata a poche ore dal calcio d’inizio, per l’esplodere della emergenza legata al covid-19), ma la trasferta di Napoli del 29 febbraio.

Adesso, a poche ore dalla gara contro l’Udinese, che era stata anticipata a sabato 7 marzo alle ore 15, arriva il rinvio – con ogni probabilità al 14 marzo, con orario spostato alle 20.45 – deciso dalla Lega Calcio, che ha stabilito che in questo weekend verranno recuperati gli incontri dello scorso fine settimana non disputati. Tra i quali Udinese-Fiorentina.

E così, visto che il Torino la sua partita l’aveva disputata (e persa) al San Paolo, ancora una volta per la formazione di Longo si prospetta un nuovo stop di due settimane, in attesa che venga ufficializzato il secondo cambio di data della sfida contro l’Udinese. Il che significa che i granata, dopo aver preparato per quasi una settimana una partita che poi non si sono trovati a giocare, dovranno affrontarne tre in otto giorni: sì, perché dando per scontato che la sfida contro i friulani verrà posticipata al 14 marzo, quattro giorni dopo ci sarà il recupero contro il Parma (spostato avanti di una settimana rispetto al calendario precedente), con la trasferta alla Sardegna Arena di Cagliari in programma domenica 22 marzo.

Tre impegni fondamentali, forse decisivi, sulla strada che porta alla salvezza, in cui il Toro dovrà necessariamente tornare a fare punti, visto che è ancorato a quota 27 da tempo immemorabile. E ne serviranno parecchi di punti, per non sprofondare definitivamente in zona retrocessione, perché le gare successive, contro Lazio e Juve lasciano pensare che molto difficilmente i granata possano muovere la classifica, trovandosi ad affrontare due delle delle tre pretendenti allo scudetto.

L’unico aspetto positivo di questo calendario cambiato e ricambiato di continuo, che costringe la squadra di Longo a continui (e prolungati) pit stop, è che questi giorni di lavoro al Filadelfiapossono consentire al nuovo tecnico di lavorare sulla parte atletica di un gruppo che aveva dimostrato lacune pesanti, oltre a perfezionare il recupero di gente come Baselli e Ansaldi, titolari contro il Napoli ma ancora lontani da una condizione accettabile, dopo i rispettivi lunghi infortuni. Il Toro non ha una rosa lunga, anzi il mercato di gennaio l’ha ulteriormente accorciata, per questo i pochi elementi di qualità che ci sono nell’organico vanno recuperati e riportati nella migliore condizione.

L’emergenza coronavirus ha già stravolto le abitudini di vita di milioni di persone, coloro che tifano Toro, dopo una stagione già così travagliata, sperano almeno di non dover soffrire fino a maggio per veder centrata la salvezza, divetanto l’obiettivo massimo di questo campionato horror.

Massimo De Marzi

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