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Calcio | 10 marzo 2020, 17:35

Il Consiglio Federale ratifica lo stop fino al 3 aprile. Ipotesi playoff per l'assegnazione dello scudetto

In alternativa, cristallizzazione della classifica o titolo non aggiudicato. Ma molto dipenderà dall'evoluzione dell'emergenza coronavirus e dalle decisioni dell'Uefa: se ne riparlerà il 23 marzo

Il Consiglio Federale ratifica lo stop fino al 3 aprile. Ipotesi playoff per l'assegnazione dello scudetto

Il calcio decide di non decidere. O, meglio, fa slittare tutto al 23 di marzo. Nel pomeriggio si è svolto a Roma il Consiglio Federale straordinario, convocato a seguito dell'emergenza coronavirus, che ha ratificato le indicazioni del Decreto del Presidente del Consiglio Conte sulla sospensione di tutti i campionati fino al 3 aprile.

Ma, nel contempo, si è deciso di convocare un nuovo Consiglio il prossimo 23 marzo, per capire come muoversi, a seconda dell’evoluzione dell’emergenza sanitaria, su come e quando recuperare le due prossime giornate della serie A che non verranno disputate (a fine marzo è prevista una sosta per due partite amichevoli  -a questo punto a forte rischio - della Nazionale). L’obiettivo è quello di salvare la stagione o, comunque, di portarla a termine in qualche modo, allungandone la conclusione (almeno) al 31 maggio. Ed allora si sono ipotizzati tre possibili scenari.

Il primo, assolutamente rivoluzionario per le abitudini italiane, prevederebbe l'assegnazione dello scudetto attraverso i playoff, qualora lo stop dovesse prolungarsi. “E’ un’ipotesi”, ha detto il presidente della Lega Pro Ghirelli, non negando che si stia valutando anche questa possibilità. La seconda opzione prevede la cristallizzazione della classifica, con l'assegnazione del titolo in base alla classifica attuale, ma appare quella meno praticabile (oltre ad essere quella che solleverebbe un polverone infinito, innescato in primis dalla Lazio, seconda a -1 dalla Juve). L'ultima via, la più estrema, ma forse quella più probabile, resta la non assegnazione dello scudetto, specie se lo stop del campionato dovesse protrarsi a lungo.

Al momento non si sono trovate date buone neppure per portare a termine la Coppa Italia, cui mancano le semifinali di ritorno (Juve-Milan e Napoli-Inter) e la finalissima, per concludere la competizione. Sembra da escludere, comunque che il torneo, al pari del campionato, possa avere appendici in estate, con partite a luglio. Non si andrà oltre il mese di giugno.

Ma molto dipenderà anche da quello che deciderà la Uefa, sul come (e se) saranno portate a termine Champions ed Europa League e se sarà confermato l'appuntamento con i campionati Europei. Mentre qualcuno già ipotizza che possano slittare al giugno del 2021: insomma, al momento nessuno scenario è ipotizzabile e nessuna possibilità è da escludere, tanto più ora che il problema coronavirus inizia ad interessare non solo marginalmente anche gli altri grandi paesi europei.

Infine i calciatori, che avevano annunciato l'intenzione di scioperare, se non si fosse deliberato lo stop dei campionati, attraverso l’Aic hanno ribadito la propria posizione di non volersi allenare, cosa che creerebbe problemi in vista di una possibile ripresa a breve termine. Mentre i presidenti chiedono la detassazione e il differimento dei pagamenti delle imposte, come per tutte le altre aziende italiane. Neppure l'emergenza coronavirus insegna nulla, ai privilegiati del mondo pallonaro.

Massimo De Marzi

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