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| venerdì 10 novembre 2017, 15:19

Meravigliosa Creatura

La visione di una Maglia può, a volte, esternarle meglio di tante parole.

Ci sono emozioni uniche, difficili da descrivere. 

La visione di una Maglia può, a volte, esternarle meglio di tante parole. 

Potere magico di certi sentimenti che riescono a raggiungere il più profondo del cuore. 

Così la Passione si tramuta in Fede, divenendo Orgoglio: quello dell’Appartenenza. 

La partita di domenica scorsa poteva essere archiviata come una delle tante, se non fosse perché è ormai inusuale vedere la Juve giocare alle tre del pomeriggio e, sopratutto, per un manipolo di giovani che, scendendo in campo, indossava il pesante fardello della Tradizione. 

Una maglia, sui loro petti, profumava di antico. 

Vergine, non violata da sponsor e nomi, con semplici numeri rievocanti antichi fasti del Calcio d’antan, quel bianco e nero sublimava 120 anni di Storia all’ombra della Mole. La Torino del Calcio.

La Maglia, quella Maglia, pareva la sintesi perfetta per le tante anime sempre divise in nome dell’estetica: i sostenitori delle bande larghe contro i partigiani delle strette, i fautori del numero ampio e grosso, contro quelli infervorati per lo striminzito; i convinti assertori della preponderanza del nero, contro i paladini della supremazia del bianco; i tifosi del collo a V contro gli innamorati di quello alla coreana; i maniaci delle maniche corte contro quelli invaghiti delle lunghe.

Per tutti è diventata, anche se per un solo, troppo corto, pomeriggio: La Maglia. 

Onore all’ideatore, invidia verso i possessori. 

Chi la sente veramente Sua, non dimenticherà mai quel pomeriggio in cui fece la sua fugace apparizione, e lui era lì, ad ammirarla.

Soffrendo e cantando per Lei. 

Meraviglia a stelle e strisce. 

Beppe Franzo

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