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| mercoledì 16 maggio 2018, 12:58

Pulici e la squadra Primavera protagonisti al Gran Galà Granata

Ricordando i derby storici ed Emiliano Mondonico, con Jimmy Ghione mattatore sul palco del Teatro Nuovo

Una serata all’insegna di campioni di ieri e di domani. E’ stato un successo il Gran Galà Granata andato in scena nella serata di ieri, martedì 15 maggio, al Teatro Nuovo, con la consueta perfetta organizzazione da parte di Toro.it e di EnneCi Communication.

Si è cominciato ricordando Emiliano Mondonico, che su quel palco era stato grande protagonista l’anno scorso, quando si era celebrata la squadra che nel 1992 aveva raggiunto la storica finale di Coppa Uefa. Applausi e grande commozione, che poi hanno lasciato il posto alla verve e alla straordinaria capacità di intrattenere il pubblico di Jimmy Ghione, inviato di Striscia, ma soprattutto gran tifoso del Toro, chiamato ancora una volta a condurre la serata.  Insieme alla valletta Stefania ha dato vita a gag e momenti di ilarità facendo salire sul palco i tanti ospiti convocati per l’occasione.

Si è partiti da Franco Ossola, che ha ricordato la parabola del Grande Torino, per proseguire con Tonino Asta, il capitano della squadra che nel 2001 seppe rimontare la Juve da 0-3 a 3-3 (prima della famosa buca di Maspero, che fece sbagliare il rigore a Salas al 90’), mentre sono stati Loris Bonesso e Beppe Dossena, autori di due dei tre gol che matarono la Signora, a ricordare il derby vinto il 27 marzo 1983, segnando tre reti in meno di quattro minuti.

Quindi, dopo che sul palco erano saliti i giornalisti Paolo Aghemo e Andrea Pavan, è toccato a Beppe Gandolfo ricordare la vittoria sulla Juve nell’ottobre 1967, la settimana dopo la tragedia di Meroni. E nell’occasione il noto giornalista di Mediaset (e firma di prestigio di Torinoggi) ha annunciato la sua ultima fatica letteraria. “Il libro che mi è costato più sofferenza scrivere, perché il progetto lo avevamo iniziato assieme io e Mondonico, ma poi mi sono ritrovato solo”. Uscirà il 19 giugno, a 25 anni esatti dalla ultima Coppa Italia vinta dal Toro, che era guidato in panchina dall’indimenticabile Mondo. Poi dopo che Fossati ha ricordato la figura di Meroni, dal passato cè stato un bel tuffo nel presente, anzi nel futuro, con la squadra Primavera fresca vincitrice della Coppa Italia.

E’ toccato a Stefano Tallia della Rai premiare il tecnico Federico Coppitelli, applauditissimo dai presenti, che ha ricoperto di elogi i suoi ragazzi, a cui il pubblico ha poi dedicato, uno ad uno, gli olè tipici dello stadio. La parola è passata poi al responsabile del settore giovanile Massimo Bava (fresco di rinnovo di contratto fino al 2022), che ha voluto rispondere a chi dal pubblico qualche minuto prima aveva definito mercenari i calciatori di oggi: “I nostri giovani hanno un cuore”, ricordando come molti di questi ragazzi siano cresciuti con la maglia granata addosso, citando i sette baby creciuti nella scuola calcio che erano nell’undici che ha vinto l’ultimo derby Under 17.

Poi, dopo che la Coppa Italia Primavera è stata portata sul palco, è toccato a Paolo Pulici far registrare il picco massimo all’applausometro, già nel momento in cui sono state riproposte le immagini di molti dei suoi gol. “Abbracciare Pupi è come abbracciare Napoleone, è come arrivare a Medjugorje e vedere la Madonna”, ha detto Ghione, mentre il compito di premiarlo è toccato allo scrittore Giuseppe Culicchia. Puliciclone ha ricordato i derby dei favolosi anni Settanta, ha fatto notare che non era stato Giagnoni (come racconta la leggenda) ma Ussello a insegnargli ad usare il sinistro, affinando quei colpi che poi gli hanno permesso di diventare il miglior bomber di sempre della storia granata.

Pulici era stato capace di calciare a 179 chilometri all’ora durante un allenamento a Coverciano, ha detto cosa significava per lui giocare il derby e, rivolgendosi ai ragazzi della Primavera, risaliti sul palco attorno a lui, ha spiegato: “Ricordatevi una cosa. Quando scendete in campo siete undici contro undici, ma noi siamo il Toro, loro no”. Applausi scroscianti, mentre il ritmato battito delle mani dei presenti ha accompagnato la voce di Valerio Liboni, salito sul palco per cantare l’inno granata per chiudere in bellezza la serata. Appuntamento a maggio 2019 e “guai se il prossimo maggio il Toro non sarà in Europa League”, ha concluso Jimmy Ghione.

Massimo De Marzi

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