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Calcio | 31 marzo 2020, 14:00

MARCO MOLINO DALLA GERMANIA - L'ex cuore-Rosta: "Sport, c'è un grido d'allarme"

"Lavoro per una multinazionale tedesca dello sport leader in tutto il mondo. Se il movimento non sarà tutelato per tempo si rischierà un'ecatombe, una sparizione senza precedenti di club. Migliaia di ragazzi non potranno più praticare ai loro livelli"

Marco Molino e il ricordo del Rosta in Promozione (7 giugno 2015)

Marco Molino e il ricordo del Rosta in Promozione (7 giugno 2015)

EMERGENZA CORONAVIRUS: INTERVISTA IN GERMANIA

Oggi microfono per Marco Molino, attaccante che per una vita ha vestito la maglia del Rosta (19 anni su 26 totali di calcio) e che oggi lavora in Germania per una multinazionale dello sport.

Per chi non conosce la passione di Molino per il calcio e per il Rosta possiamo raccontare questo aneddoto: nel giro di 48 ore rientrava a Rosta dalla Spagna, dove studiava, semplicemente per giocare la domenica in Prima Categoria o Promozione e poi ripartiva subito il lunedì. "Viaggio, torno, segno, riparto". Un amore folle. 

Marco, come se la passa la Germania in questo momento così triste, difficile e delicato in tutto il mondo? "Io vivo a Norimberga. Al momento le misure sono molto più leggere in Germania che in Italia. I negozi non essenziali sono chiusi ma le persone possono uscire. Vietati ovviamente gli assembramenti. Molte aziende stanno ricorrendo alla cassa integrazione, compresa la mia. Sicuro la percezione dell'emergenza è molto diversa da Italia, Spagna o Francia. Al momento la mortalità è più bassa e questo ha rilassato secondo me le persone. Anche al supermercato non ci sono i controlli che abbiamo in Italia".

Molino vive di sport, lavora con lo sport. Il suo è un grido d'allarme: ""Le priorità del momento sono altre. La salute, il lavoro, i risparmi, la rinascita. Non dobbiamo però dimenticarci dello sport, in particolare quello sano e puro, e non dobbiamo permettere che gli restino solo le briciole. Una recente inchiesta pubblicata da Gazzetta dello Sport qualche giorno fa parlava del rischio chiusura di 1 societa' su 3. Il 30%. Un'ecatombe. Se nella pioggia di aiuti che ci saranno lo sport verrà dopo tutto, potrà essere ancora peggio. Questo è il termometro della situazione anche per me e per noi che facciamo parte di una multinazionale tedesca dello sport. I campionati amatoriali in Francia, Spagna e Italia non ripartano. La "campagna vendita" è persa. Le prime sensazioni che ci arrivano é che possa essere una vera catastrofe dalla serie C in giù in moltissimi paesi".

 

Continua Molino: "In termini concreti significhera' migliaia, centinaia di migliaia se lo rapporti a tutta la UE, di ragazzi che non potranno piu' praticare lo sport, sia esso calcio, che ovviamente e' il piu' praticato, o basket o pallavolo. Un'ecatombe, sportivamente parlando, con impatti a catena su tutti: famiglie, tessuto economico-sportivo (lo sport e' un business che vale qualche punto di PIL), salute, passione e tutti gli straordinari valori che lo sport rappresenta. E' presto per chiedere, ed e' presto per polemizzare. Ma la triste realta' e' dietro l'angolo".

Quali effetti, secondo te, sul dilettantismo? Molino: "Questa crisi sanitaria-economica Europea, quasi, senza precedenti provochera' un effetto a catena su tutte le societa' amatoriali e semi professionistiche che non riapriranno a settembre e credo, ma spero di no, su club professionistici. In Italia piu' che in Germania, date le condizioni di partenza. Ma e' un problema comune. Un problema che mette tristezza gia' ora. Uniamoci oggi, anche se virtualmente, per ricordare l'importanza dello sport. Perche' domani nella societa' ci sara' bisogno di migliaia di club che rappresentino valori, colori e territori, dai piccoli comuni alle metropoli".

Michele Rizzitano

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