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Calcio | 02 aprile 2020, 10:59

Serie a di calcio: ha senso rischiare di rovinare la prossima stagione per cercare ostinatamente di concludere quella attuale?

L’Uefa però insiste. Il presidente della Federazione Gravina d’accordo. Più di 120 partite in due mesi. Champions ed Europa League, che slitterebbero a luglio ed agosto, a parte. C’è una logica, se non quella del “dio denaro”, in tutto questo?

Serie a di calcio: ha senso rischiare di rovinare la prossima stagione per cercare ostinatamente di concludere quella attuale?

Se ripartire con il Campionato (ovviamente a porte chiuse) o chiudere qui la stagione senza assegnare il titolo di Campione d’Italia continua ad essere il leitmotiv che appassiona (davvero?) il mondo dei tifosi in questo momento così difficile per il nostro Paese.

Nella sue riunione di ieri l’Uefa ha rinviato tutte le partite delle competizioni per nazionali maschili e femminili in programma a giugno 2020 (compresi spareggi di qualificazione per Euro 2021 e le qualificazioni per Euro Women’s 2021), posticipato a data da destinarsi tutte le altre competizioni Uefa, comprese le amichevoli tra nazionali, annullato la fase finale del Campionato Europeo Under 17 in programma a maggio 2020, la fase finale del Campionato Europeo Under 19 femminile, in programma a luglio 2020, rinviato a data da destinarsi la fase finale del Campionato Europeo Under 17 Femminile in programma a maggio 2020, rinviato la fase finale del Campionato Europeo Under 19, in programma a luglio 2020 e ovviamente la fase finale di Futsal Champions League, in programma ad aprile 2020.

Le scadenze relative a tutte le competizioni Uefa per club 2020/21 sono posticipate fino a ulteriore avviso, in particolare per quanto riguarda le procedure di ammissione e registrazione dei giocatori. La Uefa stabilirà nuove scadenze a tempo debito (quando arriverà il “tempo debito”?).

Il Comitato Esecutivo Uefa ha inoltre ribadito il suo impegno verso le licenze per club e il fair play finanziario e ha concordato che le attuali circostanze straordinarie necessitano di interventi specifici per agevolare il lavoro delle federazioni e dei club.

La proposta è quella di concedere più tempo alle federazioni per completare le procedure relative alle licenze per club, fino a quando saranno ridefinite le procedure di ammissione per la prossima edizione delle competizioni per club.

Poiché gli avvenimenti in corso generano sempre maggiore incertezza, il Comitato Esecutivo – ed ecco la vera novità di ieri - ha anche deciso di sospendere le norme sulle licenze relative alla preparazione e alla valutazione delle future dichiarazioni finanziarie dei club. Questa decisione vale esclusivamente per la partecipazione alle competizioni Uefa per club 2020/21.

Dal vertice è altresì emersa la volontà di far disputare quel che resta di Champions League e di Europa League, che a Nyon vogliono concludere a tutti i costi anche se qualche campionato non dovesse ripartire, anche in piena estate, a luglio ed agosto.

A parole tutto semplice. Ma nei fatti la questione ripartenza dei campionati (che in Italia ha nel presidente della FGCI Gravina ed in quello della Lazio – che da settimane, tramite il suo portavoce, va gridando al complotto – i suoi massimi sponsor) è assai più complessa.

Facciamo nostra la lucida analisi della “Gazzetta dello sport”.

Per chiudere entro il 30 giugno ci si dovrebbe allenare dopo metà aprile (siamo fra quanti pensano che l’attuale divieto di allenamento sino al 13 aprile verrà prorogato sino al 4 maggio) e riprendere a giocare il 7 o 16 maggio: un tour de force pazzesco, con le squadre in campo ogni tre giorni.

Per chiudere la stagione della Serie A a luglio servirà un permesso della Fifa (la Federazione Internazionale pare ci stia lavorando) per prolungare i contratti dei giocatori in scadenza al 30 giugno.

Per prolungare la stagione sarebbe necessaria una proroga anche per la presentazione dei bilanci dei club e delle licenze per l’iscrizione alla stagione seguente e vista l’impossibilità di fare mercato e aggiustare i bilanci, sarebbe necessario anche modificare le licenze Uefa e gli attuali parametri del FFP (su questo l’Uefa si sta muovendo).

Altrettanto indispensabile sarebbe poi rivedere tutte le date del mercato: non solo quelle di partenza - alcuni campionati finirebbero prima, altri dopo (pensiamo a Spagna, Francia, Germania ed Inghilterra) ed altri addirittura non finire - ma anche della fine. Non trova infatti molti adepti la proposta della Fifa di un’unica finestra di calciomercato dall’estate a gennaio.

Finita la stagione con l’assegnazione delle coppe (come scritto sopra, attingendo dal sito ufficiale dell’Uefa, si parla di finali a luglio o agosto), dopo poche settimane partirebbe la nuova stagione. In pratica: una breve pausa e si tornerebbe in campo (a porte chiuse) di fatto eliminando la preparazione fisica dei giocatori in una stagione che in più avrebbe anche in calendario l’Europeo.

Vale la pena rischiare di rovinare sin dall’inizio la prossima stagione per cercare ostinatamente di concludere quella attuale?

Ultimo, ma non meno importante e deflagrante aspetto, è quello che se si tornasse a giocare, anche le rinunce delle mensilità di stipendio da parte dei calciatori potrebbero saltare.

Walter Alberto

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