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Atletica | 25 aprile 2020, 09:00

I Tizzani di Giaveno, una famiglia tra atletica e medicina

Un ritratto della famiglia di Giaveno, storicamente divisa tra atletica e medicina, balzata agli onori delle cronache per la presenza di sei degli undici fratelli in corsia contro il COVID-19

Alcuni dei Tizzani: Maria (salto in alto), Alessandra, Pietro, Davide, Barbara con mamma Rosina e i figli Giovanni e Cecilia anche loro atleti

Alcuni dei Tizzani: Maria (salto in alto), Alessandra, Pietro, Davide, Barbara con mamma Rosina e i figli Giovanni e Cecilia anche loro atleti

Una famiglia in corsia. Definizione che calza a pennello ai Tizzani, di Giaveno,  balzati agli onori delle cronache perché sei degli undici figli di Pierluigi e Rosina sono tra i medici in questi giorni in prima linea nella lotta al COVID-19. Corsie ospedaliere, dunque, per Davide, Pietro, Emanuele, Barbara, Maria e Alessandra. Corsie della pista di atletica per tutta la famiglia, a partire da Luca, il maggiore, tecnico specialista del mezzofondo e presidente della Unione Sportiva La Salle Giaveno. Ma tutti i Tizzani sono stati, o sono, tesserati per la società fondata dai lasalliani Fratel Carlo e Fratel Mario, anche papà Pierluigi che ne è stato medico sociale. E se la disciplina di Ippocrate scorre nelle vene della famiglia (anche il nonno è stato un dottore), l’atletica non è da meno.

“Per tutti noi, la passione è iniziata andando alla scuola media La Salle a Giaveno – racconta Luca – e poi abbiamo continuato. Ancora mi ricordo le gare. Abbiamo poca differenza di età, siamo undici fratelli con 15 anni di margine tra me e il più piccolo, quindi ci spostavamo sempre tutti insieme con il pulmino guidato da papà. Alle campestri poi è capitato spesso che fossimo tutti ai nastri di partenza! Io ho iniziato a fare il tecnico a 22 anni e nel primo gruppo di ragazzi che ho seguito c’erano anche i miei fratelli, a parte Barbara che è più o meno mia coetanea.

Tranne Maria che è stata specialista di salto in alto, gli altri si sono tutti orientati al mezzofondo in pista, strada, cross e anche montagna. Come migliori risultati in carriera Pietro si è classificato quinto ad un criterium italiano cadetti di corsa in montagna, e con Alessandra hanno vestito la maglia della rappresentativa regionale under 16 anche su strada. La maggior parte di loro ha poi interrotto l’attività  con l’inizio dell’università, perché diventava difficile conciliare le due cose; io, invece, ho continuato per poi passare ad allenare.

Qualche anno dopo, quando sono scomparsi Fratel Carlo e Fratel Mario, mi hanno chiesto di prendere le redini della società, incarico che ho accettato con entusiasmo. Ma anche adesso il resto della famiglia è sempre coinvolto: come medici per le manifestazioni o in altri ruoli di supporto dal punto di vista organizzativo, ad esempio preparare il campo per i meeting”.

Lo sport è anche allenamento alla fatica. Può aiutare nel lavoro ospedaliero?

"Siamo sempre stati abituati, come famiglia, a condividere la fatica, a sopportare la fatica e a supportarci. Quindi credo che i miei fratelli, grazie ad una mentalità plasmata dallo sport, in questi giorni possano essere stati aiutati a sostenere i turni di lavoro".


Ora hanno scritto di voi in Italia e non solo. All’estero siete comparsi sul francese Le Parisien e sul lussemburghese L’Essentiel. Che effetto fa questa improvvisa notorietà ?

"Noi siamo sempre stati riservati ma innegabilmente all’inizio ci ha fatto piacere. È stato anche un modo per ringraziare i nostri genitori per i sacrifici che hanno fatto per noi. Avere tanti figli e consentire a tutti di studiare non è stato semplice. Ora però in un certo senso ai miei fratelli dispiace essere al centro dell’attenzione perché non si sentono speciali o diversi rispetto ai tanti altri colleghi in questi giorni in prima linea".


Torniamo all’atletica. Come si seguono, psicologicamente ancora prima che tecnicamente, i propri atleti al tempo del Covid-19?

"L’obiettivo immediato per i ragazzi non è tanto la prima gara, ma la possibilità di tornare in gruppo e di potersi allenare tutti insieme. Fino a che abbiamo potuto, prima del lockdown abbiamo continuato a lavorare a piccoli gruppi ma poi chiaramente abbiamo dovuto sospendere come tutti. Personalmente cerco di individualizzare i programmi e gli esercizi a casa. Abbiamo provato anche con sedute di gruppo su Whatsapp o su altre piattaforme ma è difficile conciliare gli orari di tutti con gli appuntamenti scolastici online. Con gli atleti ci sentiamo quotidianamente, rassicurando tutti che presto torneremo ad una nuova normalità e a vederci dal vivo e non solo in videochiamata. L’obiettivo è far sentire a tutti che ci siamo, nessuno è dimenticato".

LUCA TIZZANI. E' allenatore specialista del mezzofondo, tecnico IV livello europeo, quercia di I grado al merito atletico 2017/2018 e oscar tecnico piemontese nel 2002. Tra gli atleti che segue attualmente la portacolori dell’Esercito e azzurrina Elisa Palmero.

“E’ uno dei tecnici più preparati della regione dal punto di vista scientifico – lo descrive il Fiduciario Tecnico Regionale, Clelia Zola -. Le sue caratteristiche principali sono la modestia e la forte correttezza intellettuale. Penso sia lo specchio di come, grazie ad una grande preparazione culturale e ad una forte onestà intellettuale, si possa essere al servizio del sistema atletica anche attraverso una piccola società come la U.S. La Salle Giaveno. Non c’è dubbio che davvero sia l’erede dello spirito lasalliano che ha animato l’attività nel mondo dell’atletica di Fratel Carlo e Fratel Mario, sulle loro orme e nel loro ricordo”.

C.S.

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