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Calcio | 08 maggio 2020, 09:01

Niente di fatto al termine dell’incontro Figc, Governo e Comitato tecnico-scientifico sulla ripartenza del campionato di Serie A

Il 25 maggiosarà il termine ultimo entro il quale decidere

Niente di fatto al termine dell’incontro Figc, Governo e Comitato tecnico-scientifico sulla ripartenza del campionato di Serie A

Ancora un rinvio. Ancora una fumata bianca.

Si è concluso così, ad onta delle tante attese, l’incontro tra Figc, Governo e Comitato tecnico-scientifico che doveva decidere il futuro della Serie A di calcio e del suo campionato per il momento soltanto sospeso.

Dopo una novantina di minuti di faccia a faccia si è deciso di non decidere ancora: se ne riparlerà entro il 25 maggio, davvero la data ultima entro la quale dovrà essere pronunciata una parola definitiva e comunicare all’Uefa se il campionato potrà riprendere oppure no e se “si” in quali e date e con quali modalità si tornerà in campo. Di certo il caso di Coronavirus registrato l’altro ieri tra le fila del Torino ed i tre nuovi positivi venuti alla luce ieri alla Fiorentina (altri tre hanno riguardato lo staff tecnico) ed alla Sampdoria (più un recidivo) non aiutano né inducono all’ottimismo per il ritorno in campo dei nostri eroi pallonari.

Se una volta ripartito il campionato se ne registrassero altri, come ci si comporterebbe, in un’Italia in cui in molte zone il numero dei tamponi continua ad essere molto, molto limitato?

A tal fine ci piace sottolineare le parole pesanti di un grande uomo di sport, Frank Lampard, tecnico del Chelsea, che ha detto che non ha senso parlare di tamponi per i calciatori se prima non viene tutelato il personale sanitario.

Un concetto che, chiunque nel nostro Paese abbia un briciolo di buon senso, non può che condividere.

Ora si attende l’invio da parte del Comitato tecnico-scientifico di una relazione approfondita al ministro della Salute Speranza e al ministro dello sport Spadafora cui toccherà o meno validare il protocollo messo a punto dalla FIGC. Tempi? Stante gli impegni del Governo e le tante fibrillazioni interne alla maggioranza che lo sostiene potrebbero non essere brevissimi. Per intanto si continuerà a prendere in considerazione la sola fase degli allenamenti: se si potrà passare da quelli individuali a quelli di gruppo allora ci sarà la speranza di poter riprendere anche il discorso relativo al campionato. Altrimenti sarà un “rompete le righe” ed un arrivederci (denso di incognite) al prossimo campionato.

Walter Alberto

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