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Calcio | 21 maggio 2020, 09:30

IMBARAZZO LEGA PRO - 52 presidenti su 60 per lo stop. La Figc: "Si torni in campo"

Ghirelli: "Serviranno 55mila tamponi e 20mila test sierologici per la serie C. Protocollo inapplicavile, lo abbiamo detto alla Figc ma ha bocciato lo stop dei campionati".

IMBARAZZO LEGA PRO - 52 presidenti su 60 per lo stop. La Figc: "Si torni in campo"

"Hanno deciso per non decidere". Le dichiarazioni del direttore sportivo della Pro Vercelli Massimo Varini dicono tutto.

Ieri Consiglio Federale Figc: stop ufficiale per i dilettanti, ma serie A, B e Lega Pro hanno l'ok per ripartire, visto che nelle ultime settimane il numero dei contagi è nettamente diminuito e l'Italia respira. Il 28 maggio si scenderà nel dettaglio con un nuovo Consiglio. 

Intanto la stagione 2019/2020 dovrà chiudersi non più il 30 giugno, ma entro il 20 agosto. Dal 1° settembre inizierà la stagione 2020/2021.

Tantissime le partite da giocare (e qui il primo problema, la serie A si allena da un po', ma gli altri...?), moltissimi i dubbi sull'applicazione dei protocolli di sicurezza soprattutto in Lega Pro, dove 52 presidenti su 60 avevano votato per lo stop dei campionati, pesanti le responsabilità a carico del personale sanitario delle società (che infatti minaccia di non proseguire) e per i presidenti, in ambito civile e penale. E invece...si gioca, si torna in campo per finire la stagione. Pazzesco.

Così ieri il presidente della Lega Pro Ghirelli: "C'è grossa insoddisfazione per l'esito del Consiglio Federale. Dalle informazioni pervenuteci dal nostro rappresentante nella Commissione Medica Federale, Dott. Braconaro, è stato stimato che per i nostri club saranno necessari nel complesso circa 55.000 tamponi e 20.000 test sierologici. Inoltre sarà previsto nel caso venga riscontrato nel corso degli allenamenti un caso di covid19 positivo, il gruppo squadra potrà continuare gli allenamenti, ma in ritiro seguendo apposite procedure. Il giudizio del Dott. Braconaro e dei medici dei nostri club è stato quello dell’impossibilità dell’applicazione del protocollo. Tale giudizio è stato riportato dai consiglieri federali di Lega nel corso della riunione odierna".

Il ds della Pro Vercelli Varini: "Adesso è impossibile riprendere, con quel protocollo. Tra un mese chissà, ma oggi non è proponibile per i club di Serie C. Non si può giocare in queste condizioni, checché ne pensi la Federcalcio. In questa categoria ci sono delle problematiche che in A non ci sono. Siccome ci sono dubbi sul futuro della Serie C, sulle riforme, terminare sul campo equivale a non prendere decisioni. La Serie C non ha fornito delle date, si deciderà tutto il 28 maggio. Ma ripeto, ci sono in C delle criticità economiche, come i tamponi, gli affitti dei giocatori, che a maggio lasciano e se ne tornano a casa. Gravina, che è stato dirigente in Serie C, dovrebbe saperle bene queste cose. Se vuole può pagarci lui gli affitti, i giocatori mica possono stare qui tutta la vita. Venga lui a risolverci questi problemi. Ben 52 presidenti su 60 hanno votato per non proseguire. Poi c’è anche il problema che non si sa cosa succederà nella prossima stagione. Si sapesse cosa accadrà forse si potrà anche imporre di riprendere. La ripresa è subordinata al fatto che bisogna decidere sulla quarta promossa e sulle retrocessioni senza scontentare nessuno. Perché è impensabile un campionato senza retrocessioni. Hanno deciso per non decidere. A questo punto Ghirelli per coerenza dovrebbe dimettersi”.

Stefano Bonacini, presidente del Carpi: "Dichiarino dalla Federcalcio che la Serie C non conta niente, che deve aspettare le decisioni dall’alto. Così uno si adegua. Abbiamo creato tutto questo teatrino, che poi viene cancellato. Io non giudico neanche il risultato finale. Non vado a sindacare su questo, ma se non contiamo niente è giusto che non diciamo niente. Si fa perdere tempo a imprenditori che discutono per 20 giorni e con un colpo di mano non vale niente. Voi ve lo immaginate cosa succederà il 28 maggio? Noi spediamo soldi e tempo e facciamo tutto quello che si doveva fare. Io penso di non partecipare più alle assemblee, tanto è inutile. Non si è preso in considerazione nulla di quello che hanno deciso 60 presidenti. A questo punto ce lo dicano: inutile fare assemblee, aspettate le nostre decisioni. Inutile esprimere delle votazioni”.

Michele Rizzitano

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