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Juve | 12 giugno 2020, 09:00

La Juve tiene a battesimo il ritorno del calcio, stasera la seconda sfida di Coppa Italia contro il Milan

Si parte dall'1-1 di San Siro: Sarri medita di lanciare Cuadrado nel tridente con Ronaldo e Dybala. Prima del fischio d'inizio un minuto di silenzio per le vittime del coronavirus e applausi per i medici

La Juve tiene a battesimo il ritorno del calcio, stasera la seconda sfida di Coppa Italia contro il Milan

Il grande Enzo Tortora avrebbe detto: dove eravamo rimasti? Stavolta non si parla del ritorno in tv di uno dei più grandi presentatori della tv, ma del ritorno del calcio, fermo dall'8 marzo per l'emergenza coronavirus.

La Juve, che prima dello stop aveva liquidato in modo chiaro e netto l'Inter, terrà a battesimo la ripartenza del pallone italiano, ospitando stasera allo Stadium (calcio d'inizio alle ore 21, con diretta tv su Rai Uno) il Milan nella semifinale di ritorno della Coppa Italia. Si parte dall'1-1 di febbraio a San Siro, fissato dal rigore di Ronaldo al 90'. Sono trascorsi quattro mesi, ma sembrano ere geologiche, visto quanto è cambiato nelle nostre vite dopo l'apparizione di questo maledetto virus, con i morti, le terapie intensive affollate, il lockdown e tutto quello che abbiamo imparato a connoscere in questo periodo.

Ora che l'emergenza è diventata meno pressante e si sta tornando alla vita, anche se con mascherine, distanziamento e quant'altro, anche il pallone torna a rotolare. Forse più per interessi economici che per la necessità di regalare un sorriso e un momento di relax alla gente. Di sicuro, stasera si farà sul serio, visto che è in palio la possibilità di andarsi a giocare la Coppa Italia, nella finale di mercoledì prossimo a Roma. Certo non mancano le incognite: dalla condizione atletica dei giocatori al rischio infortuni legato alla lunga inattività al doversi abituare a giocare sempre (salvo future indicazioni diverse) a porte chiuse.

E' consapevole del prolungato stop anche la Lega Calcio, che di solito non brilla per rapidità di decisioni: le due semifinali (domani sera è in programma il ritorno tra Napoli ed Inter) e la finalissima si giocheranno fino al 90', poi subito rigori, in caso di parità. Impensabile tenere in campo per 120 minuti gente che non gioca una partita vera da mesi, ecco quindi l'ok a portare a cinque le sostituzioni a disposizione degli allenatori.

A proposito di allenatori, Maurizio Sarri sa di giocarsi molto nei prossimi due mesi, tra la conclusione del campionato e la ripresa della Champions (dopo lo 0-1 di Lione): "Per noi che siamo impegnati su tre fronti, ricominciare con la Coppa Italia penso che possa essere un vantaggio", ha detto il tecnico della Juve. "Abbiamo tre obiettivi e poterli inseguire separatamente uno dall’altro ci può consentire di focalizzare le motivazioni solo su un trofeo per volta e può essere qualcosa di vantaggioso. Poi soltanto il campo dirà a che punto siamo, perché veniamo da una situazione davvero anomala".

Poi, dopo aver tessuto le lodi degli avversari ("le partite con il Milan, quest’anno, sono state tutte difficili sia in campionato che in Coppa Italia, quindi il risultato è ancora apertissimo"), che pure arriveranno a Torino senza gli squalificati Theo Hernandez, Castillejo e Ibra, Sarri ha parlato dei suoi: "Dybala è un giocatore fenomenale, l'unico problema può essere che lui e CR7 sono attaccanti atipici e bisogna rispettare certi equilibri tattici. Ma è chiaro che hanno talmente tanta classe che si fatica a rinunciare a uno dei due".

Tradotto, sia l'argentino che il portoghese saranno entrambi in campo nel 4-3-3 che ha in mente l'allenatore toscano, dove la grande sorpresa, proprio per dare più equilibrio alla squadra, potrebbe essere Cuadrado (e non Douglas Costa) esterno alto, ma con compiti anche di sacrificio, avendo imparato in questi anni l'ex viola anche a fare bene la fase difensiva, tanto da essersi riciclato come esterno basso. Lui che era nato come ala vecchia maniera. Di sicuro, pensando anche alle prossime partite, Sarri non correrà rischi con i vari Chiellini e Higuain, reduci da infortuni: per loro se ne riparlerà prossimamente.

Juve-Milan sarà preceduta da un minuto di raccoglimento, con le squadre al centro del campo per applaudire i medici: sarà questo, prima delle semifinali di Coppa italia, il gesto di omaggio del calcio che riparte alle vittime del coronavirus e a quanti si sono battuti in questi mesi per combattere la pandemia e curare i malati, nel pieno dell'emergenza sanitaria. Perché non si può dimenticare la battaglia che si è combattuta e che non si è ancora vinta.

Massimo De Marzi

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